La Trappola. 18. Il libro di gioia
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova
18. Il LIBRO di GIOIA
– Wow, “Il Libro di Gioia”! I veri libri possono essere gioiosi? – chiese il Guardiano, mescolando lo zucchero nella tazza e guardando l’annuncio sulla porta.
– Perche` no? – gli chiesi.
– Beh... Come possono gli scrittori dare vita a qualcosa di degno se scrivono dalla gioia? E` la Morte che ispira il vero Creatore, solo la Morte crea veri capolavori!
– E che dici dell’Amore? – chiesi, guardando il Guardiano senza alcun giudizio.
– C’e` solo il sesso, a volte intelligentemente mascherato da un "amore"! Ma il sesso e` come il cibo, qualcosa di completamente banale, noioso, insignificante, fugace, transitorio. L’unica cosa reale al mondo e` la Morte, Alice! La Morte vince su tutti e sempre! – il Guardiano smise bruscamente di mescolare lo zucchero e rimise il cucchiaino nel piattino, poi aggiunse con aria compiaciuta: – E si, a proposito! La Morte ti ha GIA` sconfitta!
– Dimmi, sinceramente, cosa temi di piu`: la Morte o l’Amore?
Il Guardiano aggrotto` la fronte e strinse le dita a pugno, ma il Gatto ci si avvicino`.
– Ma cosa ho detto? – il Guardiano si rivolse improvvisamente direttamente al Gatto, quasi gridando. – Cosa c’e` che non va? Perche` mi guardi cosi`???
Il Gatto non ebbe nemmeno il tempo di rispondere il suo caratteristico “Miao?!”, poiche` il Guardiano balzo` immediatamente in piedi dal tavolo e scomparve d’istante.
***
Presentai agli ospiti l’affascinante Kikimora, una strega di palude, la scrittrice del “Libro di Gioia”. A differenza di molti altri, non aveva avuto paura di mettere subito sulla prima pagina una dedica di ringraziamento all’uomo amato che l’aveva ispirata a scrivere poesie.
Tuttavia, le parole del Guardiano risuonarono nella mia mente come un rintocco funebre: “E si`, a proposito! La Morte ti ha GIA` sconfitta!”
“Esistiamo davvero? – riflettei. – Sempre o durante un certo intervallo? Il nostro amore – che, ovviamente, non e` sesso – puo` sconfiggere la Morte? E` possibile portarlo nell’Aldila`, dove Ray e` ora e dove saro` io tra 22 serate? O rimarremo per sempre nel “qui e ora”, come un frammento del disco che puo` essere riascoltato in qualsiasi momento a piacimento e rivissuto in circolo nelle cupe sere d’inverno, mentre la Bufera di Neve infuria fuori dalle finestre?”
“Ti piace la Bufera di Neve? Sei riuscita a rotolarti sulla neve ieri?” – la voce di Roman risuono` dentro di me.
“Si`!!! Che tu ci creda o no, quella chiesa esiste!!! Allora, anch'io e anche tu esistiamo!!!”
“L’hai trovata da sola o con l’aiuto del Re di Spade?”
“Gli ho tenuto la mano, ma lui... non ha visto la mia chiesa! Persino quando mi sono tuffata nella neve proprio li`, nel cimitero,” – mi sentii a disagio, rendendomi conto di tanta stranezza.
“Anche li` c’e` qualcosa che non va, vero?”
Annuii, non c’era una spiegazione logica per un altro errore nella Matrice.
Durante la pausa, come al solito, mi sedetti al tavolo con Roman, bevendo caffe`, e ci scambiavamo pensieri in silenzio. Volevo chiedergli cosa pensasse dell’Amore, ma avevo paura di quale potesse essere la risposta e di come sarebbe finita quella storia. No, no, no! Era meglio lasciar perdere...
Si`, certo, le nostre 40 serate alla Casa – nemmeno serate, ma pause! – non erano niente in confronto ai veri romanzi, e in generale sembravamo bambini all’asilo. Avevo tempo solo per parlare degli errori nella Matrice, per sentire il calore della sua anima e una spalla maschile forte accanto a me “qui e ora”. E quello era tutto, perche` fuori dalla Casaa, dietro il muro della Bufera di Neve evocatrice, c’era un mondo enorme e completamente diverso, dove non esistevamo insieme...
“E` ora che tu, Alice, scriva una favola sulla Bufera di Neve!” – disse Roman mentalmente.
“Una storia d’amore con Roman,” – pensai involontariamente, e lui mi si avvicino` molto, passandomi una mano tra i capelli.
“Includi la nostra pratica magica nella trama! – continuo` il pensiero Roman. – Quindi il tuo libro aiutera` le persone a diventare veri maghi e a creare la propria realta`. A proposito, quando cominciamo a crearla? Esprimeremo i desideri e li lanceremo in Cielo! Hai gia` pensato a cosa desidererai?”
Volevo abbracciare Roman e non lasciarlo mai piu` andare nella Bufera di Neve sciamanica fuori dalla finestra, o meglio, nel mondo che la Bufera aveva evocato cosi` che non fossimo li`. Volevo trovare il Portale per attraversarlo e raggiungere quella versione dello scenario in cui, alla fine, sarebbe arrivata la Primavera e il Sole avrebbe brillato, dove non ci sarebbero piu` stati errori nella Matrice e saremmo esistiti insieme.
Il Guardiano suono` il campanello. Roman si appoggio` allo schienale della sedia e disse ad alta voce:
– Allora, Maestro?
COMPITO n. 18. Un DISEGNO MAGICO
...Il Mago e` un vero artista, perche` e` possibile creare mondi non solo con le parole, ma anche con i colori. La visualizzazione di un’immagine verbale intensifica una forma-pensiero molte volte, poiche` il potere del suono e` completato dall’energia del colore. Come disse un saggio, un’immagine vale piu` di mille parole... Il compito e` disegnare il tuo mondo, il tuo Se` felice in un Universo Felice. Determina i parametri e gli attributi della tua felicita` e immagina di essere gia` felice. Senti le tue emozioni e dai loro colore e forma. Puo` essere un dipinto astratto con le dita che trasmette uno stato d’animo. Oppure l’immagine degli oggetti che ti circondano nel tuo mondo ideale. Non e` richiesta la precisione dell’immagine, poiche` le immagini magiche non necessitano ne` di interpretazioni ne` di commenti. Sul retro del disegno, scrivi 10 parole che corrispondono al tuo Se` felice e poi richiamale a memoria e proietta l’immagine che hai disegnato sullo schermo interiore. Metti il disegno in un posto ben visibile, dove piu` spesso durante il giorno puoi lanciargli il tuo sguardo magico, alimentandolo d’energia. Scrivi ciascuna delle 10 parole su fogli di carta separati e mettili, ad esempio, nel tuo portafoglio, sul frigorifero e cosi` via, dove cattureranno periodicamente la tua attenzione ed evocheranno l’immagine del tuo Universo Felice, finche` un giorno non diventera` realta`.
***
Tornai a casa e accesi il portatile. Per risolvere i problemi con la Matrice, era piu` facile scriverli. E poi, si`, volevo davvero creare una favola, da rileggere piu` tardi, avvolta in una coperta, col Gatto della Luna, accanto al camino, con una tazza di caffe`, ai suoni dei mantra della Bufera di Neve fuori dalle finestre.
“Alice djan... Stai creando qualcosa?” – apparve un messaggio sul mio telefono.
(“Vagabondo! Mio Dio! Mi ero dimenticata di averlo inviato nelle stanze segrete del Guardiano!”)
“Si`, sto scrivendo un breve romanzo!” - gli risposi.
“Riguardo a quel Semiterrato?”
“Forse! Sei riuscito ad entrare nel Retropalco?”
“Si`, scusa se ci ho messo cosi` tanto tempo. Invece di descrivere a parole, ho deciso di abbozzare cio` che avevo visto. Vero, non tutto, solo alcuni elementi che potrebbero aiutarti.”
“E cosa c’e`?” – chiesi con il cuore che sprofondo`.
“In una delle stanze ci sono molti manoscritti, disegni e dipinti. Direi due calligrafie diverse. Su alcuni c’e` una ragazza che, scusami, ti assomiglia. Almeno, come nelle foto che hai pubblicato sulle reti sociali, e come me li ricordo. Per quanto riguarda i dipinti, ti invio subito le foto dei miei schizzi, guarda tu stessa!”
E il Vagabondo mi invio`... I MIEI dipinti! La Ragazza e il Gatto – in bianco trasparente, dipinti come fantasmi, sullo sfondo blu-nero dell’Eternita` – vagavano nel Cosmo, sopra il pianeta che avevano lasciato molto tempo prima… Si`! Assolutamente! Quelli erano i MIEI DIPINTI!!!
(“Ma sono ancora a casa! Qui, in questa stanza! Ho promesso di donarli al Museo solo la quarantesima serata nella Casa!!!”)
Lasciai il Vagabondo senza risposta, correndo verso l’armadio – si`, non avevo perso la testa – i dipinti erano ancora li`! E tornai alla nostra conversazione.
“Grazie, Vagabondo! Le tue copie mi sono state davvero di grande aiuto. E i disegni con una ragazza che mi somiglia?”
“Sono schizzi a matita. Ce ne sono troppi, credimi, non aveva senso di copiarli, e non avevo neanche il tempo. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni movimento della ragazza e` delineato in quei disegni. E` come preparare disegni per i cartoni animati, facevano cosi` una volta, disegnando a mano ogni grado di ogni movimento del personaggio.”
Non potevo credere alle mie orecchie.
“E i manoscritti? Sono i racconti del Guardiano?”
“Forse. Ti interessa qualcosa di specifico?”
“Mi piacerebbe leggerli tutti. Ma non puoi portarli con te, ne` copiarli. Ascolta, Vagabondo! Scusa, e` davvero molto importante. Vorrei sapere di cosa parla il suo racconto “I Guanti”.”
“Penso che le tue capacita` magiche ti permettano di penetrare da sola nelle sue stanze segrete e di trovare storie non ancora scritte su carta. Tuttavia, dalla mia esperienza personale, sono convinto che le capacita` magiche possano essere bloccate dalla paura. Cerchero` di trovare quella storia, se e` cosi` importante per te.”
“E nella seconda stanza?”
“C’e` una bambola...”
“Voodoo???” – ansimai.
“No, no, calmati! Come sciamano, posso assicurarti che non ha nulla a che fare con il Voodoo! La seconda stanza e` la stanza della Bambola. La Bambola e` insolita e molto bella! E` alta circa 155-160 centimetri...”
“158!” – esclamai inorridita.
“Forse. Ed e` anche una copia di… te.”
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