La Trappola. 20. Il pentacolo di Salomone

La TRAPPOLA per una FORMA-PENSIERO
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova

20. Il PENTACOLO di SALOMONE

Mi svegliai la mattina, come previsto, e andai nella Bufera di Neve. Non c’era ancora il Sole. La citta`, nascosta nella neve, sembrava una marionetta. Tuttavia, ascoltando il Silenzio, in cui le campane lontane suonavano, andai dritto alla chiesa. Si`! Proprio quella! Ai margini della foresta!

Entrai, non c’era nessuno. A causa dell’epidemia, il numero delle liturgie era stato ridotto al minimo. Mi avvicinai all’icona di San Nicola e gli chiesi di aiutare Pasha, il Guardiano, Romano, il Vagabondo e tutti i miei amici e nemici.
Dopo aver passato tutte le icone importanti per me, tornai al bancone con le candele e salutai la commessa con un “Ciao!”. Tuttavia, l’anziana signora continuava a spolverare la vetrina. Era forse sorda?

– La preghiera di 40 giorni, per favore! – gridai.

L’anziana signora si volto`, ma nello stesso momento notai il cartello “Pagamento solo in contanti!” e scoprii... che non ne avevo!

– Mi dispiace! – mi scusai e lasciai la chiesa.

***

La sera, essendo gia` davanti all’ingresso della Casa (davanti alla Porta Sinistra), vidi la Strega sotto l’arco e decisi di parlare con lei.

– Alice! Ti stai gia` muovendo perfettamente nella Bufera di Neve senza il Re di Spade? – sorrise. La sua domanda mi lascio` perplessa, ma continuo`: – Quelle foto, un sacco di quelle, ricordi?

– Oh, si`, scusa! Le ho fatte cadere... per sbaglio, – dissi, imbarazzata all’istante perche` niente accadeva in vita per caso. – Spero che siano sopravvissute!

– La Bufera di Neve ne ha rubate la maggior parte, ma alcune... Guarda! Porto queste foto con me per mostrarle a chi ne e` scomparso!

Mi rabbrividii e ne guardai alcune.

– E` tutto lo stesso, – affermai. – Gli stessi mobili, lo stesso Specchio Gigante...

– Si`, certo, e` esattamente questa Casa! Non ci siamo solo noi dentro! Ecco la foto con te e me, in piedi insieme davanti allo Specchio Gigante. Ricordi?

Pensai: “Potrebbe essere che la Strega mi stia mostrando delle foto scattate, per esempio, di notte, quando tutti se ne sono gia` andati?”

– Alice! – la Strega scosse la testa in tono di rimprovero e mi porse un’altra foto, che, a quanto pare, aveva tenuto per dessert. Era una foto di me e lei sul palco, al pianoforte, accanto allo Specchio Gigante. Si`, eravamo troppo sfocate, ma succedeva con oggetti in movimento.

– E allora? – le chiesi, non capendo il trucco.

– Dov’e` il nostro riflesso nello Specchio? E dove sono le ombre?

– Quali ombre?

– La tua e la mia! Dove?

Guardai di nuovo la foto. Non c’erano ombre e non eravamo riflessi nello Specchio Gigante. Tuttavia, forse, eravamo troppo sfocate per essere riflessi?

“A che punto e` arrivato il progresso! – pensai. – Tali effetti sono infiniti!”

– Alice, – esclamo` la Strega con rabbia, – se vuoi parlarne, chiamami mentalmente. Spero di sentirti, anche da lontano!

Mi strappo` le foto esclusive dalle mani e scomparve nella Bufera di Neve.

***

Il Guardiano sorrise come se nulla fosse accaduto, mi tolse la pelliccia coperta di neve, la appese alla gruccia e mi invito` alla caffetteria con un gesto.

– Il Re Salomone in persona viene a trovarci oggi, Alice?

– Un creatore del Pentacolo di Salomone, l’Onorevole Maestro di Magia dell’Ordine degli Scrittori!

– Cosa ci fara` qui, tra i poveri scrittori, se conosce i segreti per creare il Pentacolo piu` potente che esaudisca qualsiasi desiderio del suo proprietario? – sorrise il Guardiano mentre preparava il caffe`.

– Chiediglielo tu stesso. Non ho ancora provato i suoi pentacoli.

– Non dovrei fare domande inutili, – il Guardiano sposto` lo sguardo sull’orologio antico.

– Allora ti faro` una domanda. Sei piu` giovane di me, vero?

– Un pochino. Abbiamo quasi la stessa eta`.

– Hai figli?

Il Guardiano poso` la tazza di caffe` sul tavolo e, incrociando le braccia sul petto, tamburello` nervosamente con le dita.

– Perche` ti e` diventato improvvisamente importante, Alice? A proposito, non sai davvero che per qualsiasi Creatore, scrittori inclusi, ogni opera e` un figlio. Mi sbaglio?

– Non moltiplicare le entita` oltre il necessario! – mi ricordai per qualche motivo.

Il Guardiano stava per dire qualcosa in risposta, ma l’eroe della serata apparve nella sala.

Povero Maestro di Magia! Aveva scritto un romanzo di fantascienza, ma gli ospiti lo torturavano a morte con domande su...

...i principi di fabbricazione e funzionamento dei pentacoli,

...gli algoritmi per penetrare altre dimensioni,

...dove e su quali basi il cadavere era entrato nella stanza dello stregone!

Mi divertivo ad ascoltare le risposte del Maestro di Magia.

“Certo, le bacchette magiche si vendono a Londra sul Binario 9 e 3/4, ma dopotutto, se lo si desidera, si puo` creare un accessorio magico, dotandolo del proprio potere, senza uscire di casa. E funzionera`. Bisogna solo credere in se stessi e...”

“Credi in te stessa, Alice?” – Roman mi accolse mentalmente con la sua domanda, apparendo nella sala.

Mi ricordai della mia bacchetta magica, funzionava alla grande. Ma credevo in me stessa 21 sere prima di..., senza esser riflessa nello Specchio Gigante e senza proiettare alcuna ombra “qui e ora”?

Portai il caffe` a Roman, mi sedetti accanto a lui e gli raccontai mentalmente le mie ultime notizie.

“L'anziana signora in chiesa ti ha udita o no?” – chiese Roman.

“Si volto` e mi guardo` dritto negli occhi!”

“Niente... Anche se alcune persone vedono i fantasmi.”

“Pensi che siamo fantasmi?” – gli chiesi, assolutamente certa di no.

“Cosa e` successo tra quando hai lasciato la chiesa e quando hai incontrato la Strega?”

Mi tuffai nella mia memoria.

“Cancellato! Indenti dire, che i fantasmi dormono di giorno?”

“A dire il vero, non so se i fantasmi dormano di giorno, e se si`, con chi, – sorrise Roman. – Mi chiedo un’altra cosa. I fantasmi hanno bisogno di imparare la magia? Di morire di nuovo, varcando il Portale la quarantesima serata?”

“Ho davvero molte cose cancellate dalla mia memoria. Non solo giorni, anni interi. Per esempio, so che io e te abbiamo avuto un frammento di un passato condiviso, ma non ricordo quale. Ricordo le mie sensazioni, provate allora, in quel frammento, ma non ricordo dove ne` per quanto tempo ci siamo stati li`, perche` e come ci siamo arrivati in quel frammento. Non ricordo nient’altro. Tutto cio` che e` rimasto per me oggi siamo solo io e te...”

Avendo realizzato quanto inammissibilmente lontano fossi andata con i miei pensieri, mi fermai di colpo, espirando in fretta: “Scusami...”

Non avendo risposto, Roman mi accarezzo` mentalmente la schiena. Sembrava che sapesse qualcosa che ignoravo. Mi guardava con lo sguardo di Ray. A volte, prendendomi in giro, Ray mi faceva risolvere dei giochi di parole che non avevano alcuna soluzione. Non sempre capivo se facesse sul serio o scherzasse, ma lui sapeva sempre tutto. Comunque, volevo che io e Roman rimanessimo li` insieme e in silenzio, senza alcuna spiegazione, nemmeno mentale, se fossimo fantasmi o no, se il Guardiano fosse l’assassino, se quella chiesa esistesse davvero e se l’infinita Bufera di Neve sarebbe mai finita.

“La meta` delle 40 serate e` gia` passata. Potrei scorrerle di nuovo piu` tardi per rivivere questi momenti di “qui e ora” in cui eravamo insieme?”

Chiusi gli occhi, abbracciai Roman e...
...no, non potevo baciarlo... nemmeno sulla guancia...
E volevo ululare...
...dalla mia impotenza!!!
Anche se mi restavano solo 20 serate...
...non potevo!
...non avevo forza di…!
...non ero in grado di superare la mia PAURA!!!

Il Guardiano suono` il campanello.

“ODIO IL TUO TRILLO DIABOLICO!!!” – gridai mentalmente al Guardiano, ma non udi` nulla, o finse di...

– Facciamo un pentacolo? – Roman mi suggeri` con calma, senza reagire al grido della mia anima.

– Non in questa fase, – dissi tristemente. – Prima di tutto, lanciamo il tuo Programma dei Desideri con una bacchetta magica. Il periodo di lancio standard per qualsiasi programma e` di 21 giorni, quindi entro la quarantesima serata avremo il tempo di farti il Sole!


COMPITO n. 20. Il LANCIO del PROGRAMMA

...Una bacchetta magica e` un attributo importante del Mago. Puo` essere una penna, normale o stilografica, un puntatore, un ramo d’albero, il materiale non e` cosi` importante, deve attrarre il Mago e obbedirgli. Il Mago trasmette alla bacchetta magica il potere della sua intenzione (pensiero + energia-volonta`), avendo assoluta fiducia sia nella bacchetta stessa che nella realta` dei miracoli. Leggi ogni punto del Programma dei Desideri, disegnando parallelamente i simboli di questi desideri con la tua bacchetta magica nell’aria (la chiave e` buona per l’appartamento, il cuore e` amore, e cosi` via), dai loro forma e colore, insuffla vita in essi mentalmente. Visualizzali nel tuo futuro felice, cioe` all’interno dell’Universo Felice che hai gia` disegnato, con i tuoi desideri gia` realizzati. Immagina quali oggetti e odori ti circondano, pronuncia mentalmente il periodo di realizzazione durante il quale ottieni il risultato. Lancia quei simboli d’aria nello Spazio delle Opzioni, spingendoli con i tuoi pensieri. In questo modo si avvia una catena degli eventi, a te sconosciuti, che tuttavia funzionera` da sola, perche` ha un Punto d’Inizio, un simbolo lanciato e un Punto di Compimento: la visualizzazione del risultato. Lascia il resto alla discrezione delle Forze Superiori. Questo esercizio viene ripetuto quotidianamente per 21 giorni. Poi il portatore materiale della Lista dei Desideri viene nascosto lontano e per lungo tempo (nell’angolo piu` remoto del mezzanino), e quello immateriale viene trasferito dalla Coscienza al Subconscio, che compie la trasformazione della realta`, completando gli anelli mancanti della catena.

***

“Vagabondo, scusami, posso farti una domanda immodesta?”

“Certo, Alice djan...”

“Come sei finito nel Semiterrato? Beh, quando ci siamo incontrati.”

“Sto vagando per il mondo, visitando luoghi misteriosi con anomalie, portali, i Luoghi di Potere.”

“Da quanto tempo?”

“Tutta la vita!”

“Anch’io vorrei viaggiare nei Luoghi di Potere, ma ci vogliono un sacco di soldi…”

“Alice djan, non ho bisogno di soldi per viaggiare!”

“Sei un fantasma?”

“No, solo uno sciamano. Sto viaggiando in trance!”

“Scusa… Cosa pensi, sono un fantasma?”

“Tutto il mondo e` spettrale, cara Alice. A volte non e` nemmeno chiaro chi sia piu` spettrale, le persone o le loro ombre. Oh, hai di nuovo l’odore di aghi di pino! Cosa posso fare per consolarti nella tua malinconia? Cos’e` successo? Spero non abbia niente a che fare con quella storia dei guanti?”

“No, niente, tutto va bene, solo che forse... non proietto ombra…”

“Non vedi la tua ombra?”

“La fotocamera non la vede.”

“Che sciocchezza! Dopotutto, esisti! Anch’io esisto! Allora, non e` tutto cosi` male, cara Alice djan!”

“Grazie, Vagabondo, di esistere!” – gli scrissi, e stavo per piangere sul cuscino quando mi ricordai... della mia bacchetta magica!


Ðåöåíçèè