La Trappola. 25. Il Mondo alato

La TRAPPOLA per una FORMA-PENSIERO
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova

25. Il MONDO ALATO

Camminavo per la citta`-burattino nella Bufera di Neve, cercando di immaginarmi...

...il Gatto che osservava me, Roman, il Guardiano...

...il Guardiano che mi osservava parlare con Roman durante le pause...

...Roman che mi leggeva silenziosamente come un libro, sotto lo sguardo severo del Guardiano, e ascoltava pazientemente i miei dialoghi notturni con il Vagabondo...

...il Vagabondo che guardava me, Roman, il Guardiano da un posto molto lontano, o almeno dall’Armenia...

Ogni volta era un sentimento completamente diverso, forse provavo persino in parte cio` che provavano loro riguardo a cio` che stava accadendo...

Quando mi guardavo con gli occhi della terza persona, qualcosa mi sembrava troppo ovvio e semplice. Tuttavia, non scoprii dopotutto chi fossimo – fantasmi o persone.

***

– Perche` diavolo hai invitato qui l’intero “Mondo Alato”? – borbotto` il Guardiano, incontrandomi alla porta della Casa. – L’autore del libro e` un Angelo? Un Serafino? Un Cherubino? Cosa ci fa il loro messaggero segreto nella nostra dimora malvagia?

– L’autore e` un Uccello mitologico di nome Sirin, calmati, – sorrisi e diedi accesso al Guardiano alla mia pelliccia.

– Posso farti una domanda, Alice?

– La vita e` breve, chiedi.

– Che pensiero interessante! Devo svilupparlo nella mia sceneggiatura! Sei davvero innamorata di lui, Alice?

– Stai scrivendo una sceneggiatura?

– Piuttosto, un’altra variante di quella gia` scritta. Ma ti ho chiesto se sei davvero innamorata di LUI.

– Stai parlando del tuo Gatto gotico? – scherzai, mentre stavo per sedermi al tavolo, ma, ovviamente, pensando a Roman.

– LUI non e` alla tua altezza, Alice! Non hai ancora capito niente? – il Guardiano mi afferro` la mano, impedendomi di sedermi, e mi fece voltare per guardarlo. Gli occhi del Guardiano brillarono di un bagliore diabolico, ovviamente si riferiva a Roman, ed ero spaventata, ma mi sorpresi subito a pensare che il panico NON fosse il MIO desiderio.

– Lasciami sedere. Non sono una bambola, – gli dissi con calma. – Inoltre, abbiamo appena concordato che la vita e` breve. Voglio viverla in base ai miei interessi, e non a quelli dei programmi che mi guidano.

Il Guardiano mi getto` via la mano e ando` a preparare il caffe`, apparentemente ripristinando l’equilibrio interiore con un rituale standard di uno dei suoi programmi – o di qualcun altro.

***

Sirin volo` nella tetra sala della Casa gotica e inizio` subito a cantare con la chitarra. Gli ospiti sprofondarono nello stato ipnotico, lasciandomi immergersi in me stessa.

La Casa era, sicuramente, dannatamente bella. Tuttavia, sentivo che mi stavo... annoiando? Mi sentivo confinata? Forse la luce soffusa mi opprimeva, o era... troppo soffocante? E/o ero schiacciata dallo Specchio Gigante alle mie spalle, ma senza il mio riflesso? O forse il vero specchio era il Guardiano stesso, perche` era lui a riflettere la mia paura dell’Amore, seppure in una forma ipertrofica?

Non riuscivo a determinarne il motivo specifico, ma mi resi conto che volevo andare OLTRE quello spazio, diluire la mia vita con qualcosa di luminoso, solare, pieno d’energia e...

Roman apparve nel corridoio. Aprendo la porta, affronto` il Guardiano, che gli lancio` un’occhiata d’odio, ma lo lascio` avvicinare  al mio tavolo. Mi distolsero dal mio precedente pensiero.

“Non preoccuparti, Alice! Lascialo perdere. Se il pensiero e` importante, ti tornera` in mente!” – la voce di Roman risuono` dentro di me.

***

Era bello di avere delle pause. Portai il caffe`.

“Cosa ti passa per la testa oggi, Alice?” – mi chiese Roman mentalmente con un sorriso, mescolando lo zucchero.

“Se siamo ancora vivi, perche` non facciamo cosi` spesso cio` che la nostra anima desidera? La vita di ognuno di noi puo` essere interrotta in qualsiasi momento, ma continuiamo ostinatamente a camminare in un circolo vizioso, rimanendo nello stesso posto, passo dopo passo, eseguendo una serie di programmi instillati in noi, faccendo quotidianamente e meccanicamente i rituali del mondo materiale.”

Lanciai un’occhiata al palco e notai il Gatto che camminava elegantemente lungo il muro verso lo Specchio Gigante. Raggiunto lo Specchio, inizio` a lavarsi, apparentemente invitando i fantasmi a farci visita. Continuai il flusso di pensieri sospesi:

“Anche il Gatto, guarda, si sta lavando, secondo il programma installato in lui. A differenza di quel Gatto, gli umani hanno il dono della Parola, ma per qualche ragione, e` piu` facile per loro parlare del nulla e/o insultare, usando il lessico delle Impurita`, invece di...”

“Invece di cosa?”

(“Di dirsi a tempo le parole piu` importanti, Roman!” – nascosi quel pensiero dietro un sospiro.)

“Invece di scrivere una favola?” – senza ottenere una risposta "ufficiale", ipotizzo` Roman.

“Una favola che diventa realta`. Dopotutto, in principio era la Parola. Tuttavia, se siamo gia` fantasmi, perche` dovremmo avere paura ora? Perche` continuiamo a calpestare lo stesso posto, per esempio, come faccio io ora in questa Casa, invece di fermarmi, evitare il circolo o riscrivere i programmi installati in me durante la vita, per…”

Roman senti` quello che volevo dire, ma completai la frase in modo diverso:

“… per allontanarmi da questa Casa e procedere oltre, negli Altri Mondi, sulla via dell’Ascensione?”

“Hai altre 15 sere piu` il Ballo per farlo.”

“Allora, sono un fantasma?”

“Non l’ho detto!” – Roman sorrise e mi abbraccio` silenziosamente, cullandomi da una parte all’altra.

Mi calmai, avendo temporaneamente spento i miei pensieri. Tuttavia, il trillo diabolico del Guardiano non tardo` ad arrivare.

– Il terzo passo di lato? E poi… le paure? – Roman sorrise.


COMPITO n. 25. Un PASSO di LATO N. 3

…Il terzo compito dei tre passi di lato e` uscire mentalmente da qualsiasi Sfera personale, elevarti AL DI SOPRA dei mondi di coloro che ti circondano, cosi` come del tuo mondo. E guardare: prima, la situazione tra te e la persona a te vicina, poi, la persona a te vicina, e poi, te stesso – dal punto di vista del Creatore, con i Suoi occhi, e cercare di sentire cio` che Lui prova guardando te, la persona a te vicina, e la vostra storia…

***

Tornai a casa, accesi le candele e cercai d'immaginare cosa provassero tutti loro – che erano gia` Li` – a guardarci dall’Alto.

Tuttavia, fuori dalla finestra, la stessa Bufera di Neve stava ancora incantando. E quando le candele si consumarono, mi scervellai invano su come far sparire la Bufera di Neve dal “qui e ora”, continuando a rigirarmi a lungo nel letto in cerca dell’oblio.


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